lunedì 27 agosto 2007

Formiche

Ore 15:06-sdraiata su un telo mare sto osservando la lenta agonia di una formica, schiacciata dal libro che con noncuranza ho appoggiato sulla porzione di cotto dove stava frettolosamente zampettando.
Sola, si contorce, i suoi arti si stanno pian piano accartocciando, per chiudersi totalmente dandole infine l'aspetto di un mucchietto di polvere.
Non posso salvarla; ma non voglio neanche darle il colpo di grazia, non voglio lavarmene le mani così, per dimenticarla. Devo guardarla morire come punizione per la mia disattenzione.
Provo a scolpevolizzarmi pensando che non sia stata io, ma il mio libro, che ho appoggiato senza pensare, senza alcuna cattiva intenzione, e che essa sia morta perchè è piccola e fragile... E mi viene in mente di come certe persone ti si siedano sopra, senza fare attenzione, e ti lascino delle ferite che ignorano, solo a causa della tua fragilità. Non bisognerebbe biasimarli per questo.

Nessun commento: