sabato 17 febbraio 2007

Converse

Converse: simpatiche scarpe di gomma e pezza, prezzo oscillante tra i 50 e i 100 e passa euro che sembra essere proporzionale al grado di ridicolezza della stampa impressa. Costo di produzione:4€?
La cosa irritante di questo buffo paio di scarpe è quando esso viene indossato con così tanta accurata noncuranza da quelle stesse persone che asseriscono di essere contrari ad uno stile di vita consumistico. Paradossale è vedere marciare quelle scarpe riempite di una urlante persona che gridi "Non ci sto! Che schifo questa società! Fuck the system!!!". Ehi, bello!tu ci stai proprio dentro, al sistema!

sabato 3 febbraio 2007

AMODIO

AMO...
i sottobicchieri Pimpernel, Joe Perry, le copertine dei dischi, alcune bottiglie, i dolci, i bei libri di cucina, le case in legno, la musica, Mary Poppins che entra nei quadri, i lampioni a lanterna, Sonic e Tails, Amelie Poulain, i sogni, "la pioggia nel pineto", i paesaggi elfici, il verso "and as we wind on down the road...", Justin Hawkins nel video "love is only a feeling", "le moulin de la galette", le fotografie, gli incontri, la buona compagnia, i concerti, certi alberi, la notte, i posti accoglienti, le cose nel ricordo, Jack Sparrow, i gatti, il Martini rosso, i rintocchi del campanile a mezzanotte...


ODIO...
la sofferenza(in tutte le sue forme), le collezioni, gli occhiali da sole, lo sport in tv, SuperMario, i reality show, i pizzetti/basette elaborati, i reggiseni imbottitissimi, lo spreco, il ghiaccio sulle strade, la rivista "S. Francesco patrono d'Italia"...

giovedì 1 febbraio 2007

Sui cavoletti di Bruxelle

Quali lucide perle
si presentano al mio sguardo
incuriosito, agognante e titubante
nel voler trafiggere il loro cuore
armata di una forchetta.

Inconfondibile è il loro aroma,
che quasi tenta di distoglierti
da loro, custodi del segreto
della propria ineffabile bontà.

Impossibile è non fermarsi a guardar
la brillantezza e la perfetta imperfezione
della loro mistica sfericità,
ad un guardo più vicino.

Infiniti sono i petali che teneramente
si sfaldano sotto il mio languido morso,
lasciando fondere sul mio palato
la loro trasparente consistenza.

Quale impalpabile merletto
si presenta la loro metà,
come un impronta, un segno
della loro ormai quasi persa identità.