
È curioso osservare come, guardando le silouhette ambigue di Edgar Rubin, ci si accorga dell’impossibilità di percepire nel medesimo istante visi e vaso.
Potremmo anche metterci d’impegno, e ingannarci credendo che ce la stiamo facendo, ma questo non è possibile. …Non è possibile distinguere una figura senza uno sfondo! Il nostro sistema percettivo organizza le sensazioni che lo bombardano in figure emergenti da uno sfondo. Non è chiaro il motivo per il quale il nostro cervello scelga di vedere una figura anziché un’altra… semplicemente la percepiamo perché in quel dato momento la riteniamo più interessante, si presenta a noi più carica di energia. Quindi percependo i visi perde d’importanza il vaso, e viceversa.
La vita è un po’ così: un’alternarsi di visi e vasi che segue un ciclo naturale. Siamo immersi in un vasto ambiente e dando importanza a determinate cose le conferiamo i contorni per farle diventare figure. Fatti, cose, situazioni, persone, ci si avvicinano e ci fanno assaporare delle sensazioni; emergono da uno sfondo indistinto perché diventano importanti per noi. Poi, non si sa bene come, né quale sia il motivo, esse possono sparire dopo poco e ritornare a far parte di quello stesso sfondo. A quel punto altre cose, forse da noi ignorate fino a quel momento, potrebbero manifestarsi, prendere forma ai nostri occhi, acquisire quel contorno che ci permetterà di distinguerle, chissà per quanto tempo. Ci sono un’infinità di cose e persone che entrano a far parte della nostra vita: una manciata di esse lo fanno per una ragione, le altre soltanto per una stagione.