Il dispiegarsi di questi pochi mesi ha portato in sé una consistente mole di avvenimenti sui quali riflettere, tale da far cadere metafisici presupposti sotto la presa di potere di caricaturali assiomi.
Il postulato preso in considerazione è l'esistenza di una Leggenda Personale che l'uomo debba realizzare. Quello che mi sfugge è però la modalità con la quale questa sorta di scopo, questo goal, questo punto di arrivo venga raggiunto. Cos'è, insomma, che guida il corso della vita?
Secondo Coelho è la presenza di segnali da rispettare e seguire, inviati da un Universo che fa di tutto per realizzare i nostri desideri. Forse allora, proprio come Santiago, non dovremmo far altro che abbandonarci al flusso degli eventi che, comunque vada, ci condurranno nella giusta direzione. La vita sarebbe un viaggio straordinario guidato da un sogno, e credo che alle volte sia persino possibile avere la sensazione di assaporarne il gusto.
Altre volte, però, si prende coscenza del fatto che ciò che sembrava bello non lo è in realtà, o che ciò che consideriamo positivo non venga raggiunto. La legge di Murphy è sempre in agguato, a ricordarci la negatività del quotidiano, e che se qualcosa può andare storto lo farà, o ancora, che le probabilità che qualcosa accada sono inversamente proporzionali alla sua desiderabilità. La nostra Leggenda Personale viene continuamente lesa da tali spiacevoli evenienze, elencate in una serie infinita di buffi assiomi.
Siamo di fronte a due modi antitetici di vedere il mondo, scontro tra l'onirico e l'ironico, superabili forse considerando il primo (quello guidato dall'Universo) come il grande percorso da compiere, una sorta di trama di un film Disneyano, che da una situazione felice conduce ad una situazione ancora più felice. Il secondo (la già citata negatività del quotidiano Murphologica) è costituito dal puzzle di microsequenze ricche di imprevisti ed antagonisti che si oppongono al sereno scorrere dell'esistenza, ma che sono comunque funzionali alla realizzazione della stessa.
Non si tratta di altro se non di un banale scontro tra forze opposte, l'eterna guerra bene/male, dove non si riesce però ad afferrare cosa sia veramente bene e cosa male, se stiamo facendo la cosa giusta oppure no...
...solo al momento di tirare le somme sapremo se sarà il gatto, trionfante, a cadere ancora in piedi, o il burro, ormai scaduto, a spalmarsi in terra.
(Detto altrimenti: ma davvero le cazzate che combino mi porteranno a qualcosa di buono?)