Ore 15:06-sdraiata su un telo mare sto osservando la lenta agonia di una formica, schiacciata dal libro che con noncuranza ho appoggiato sulla porzione di cotto dove stava frettolosamente zampettando.
Sola, si contorce, i suoi arti si stanno pian piano accartocciando, per chiudersi totalmente dandole infine l'aspetto di un mucchietto di polvere.
Non posso salvarla; ma non voglio neanche darle il colpo di grazia, non voglio lavarmene le mani così, per dimenticarla. Devo guardarla morire come punizione per la mia disattenzione.
Provo a scolpevolizzarmi pensando che non sia stata io, ma il mio libro, che ho appoggiato senza pensare, senza alcuna cattiva intenzione, e che essa sia morta perchè è piccola e fragile... E mi viene in mente di come certe persone ti si siedano sopra, senza fare attenzione, e ti lascino delle ferite che ignorano, solo a causa della tua fragilità. Non bisognerebbe biasimarli per questo.
lunedì 27 agosto 2007
giovedì 9 agosto 2007
Scegliere qualcosa in cui c(r)edere

Mi è stata gentilmente concessa dai miei non praticanti genitori la libertà di scegliere qualcosa in cui credere, e io non ho fatto altro che posticipare di continuo l'onere di riempire questa sorta di vuoto.
Basta starsene fuori col naso all'insù, volto alla volta celeste in una meravigliosa notte stellata per sentir emergere in noi quella sensazione che potrei descrivere come un misto di fascinazione, curiosità, oppressione, scatenata dal sublime, come lo intendevano i romantici, incontro tra la piccolezza dell'uomo e la magnificenza dell'universo. Ed è lì che ogni volta inizia il viaggio, fatto di domande, di supposizioni, di intuizioni che al momento potrebbero sembrare geniali, ma che immediatamente ti perdono, e tornano a far parte del grande magma indefinito che ribolle dentro di te.
Da dove è che veniamo?
Quale è stato il principio, l'istante, lo schiocco di dita che ha messo in moto tutto questo?
Qual'è stato l'Archè? Cos'è che dà ordine a queste omeomerie?
E qui fin dall'antichità le fantasie si sono scatenate ed è venuto fuori davvero di tutto: aria, acqua, Apeiron, logos, divenire continuo, ciclo cosmico, Nous, Om e chi più ne ha più ne metta. Chiamatelo come vi pare, se vi piace, tanto chi può dirlo? Adoriamo gente!Adoriamo il fatto che siamo schiaffati qui, in un dato momento, in un dato spazio, talmente piccoli da non capire se stiamo procedendo lungo una linea retta o se ci mordiamo la coda seguendo un cerchio. Adoriamo quel principio, che sia Dio, che sia il Tao, che sia Ahura Mazda poco importa. Ci hanno dato in pasto un'infinità di religioni da masticare per tenere a bada questa fame di conoscenza, ma è tutta un'illusione. Si tratta solo di avere qualcosa in cui credere, di illudersi di avere in mano la risposta, di nascondersi dalle proprie paure, di appoggiarsi a un qualcosa di più grande di noi. è un pò come trangugiare un boccale da birra pieno di whisky, affogare le paure mettendosi in uno stato di arrendevolezza. Guardatevi dalla religione. La storia insegna.
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